Gli assassini del profeta è un libro molto divertente. E anche spaventoso, a dirla tutta. Nel romanzo pubblicato da Bompiani, il thriller assume le vesti di un divertissement colto e ricco di riferimenti alla musica, al cinema, alla vita segreta e movimentata di una delle grandi città del mondo, ponte lanciato fra culture e mondi perennemente in cerca di una conciliazione.
Gli assassini del profeta ci porta lungo le rive del Bosforo e in giro tra i quartieri più vivaci (e pericolosi) di Istanbul. In compagnia di un detective sui generis, però: il protagonista di questo romanzo, infatti, non ha un nome, e può contare diverse frecce al suo arco. Programma computer, è un esperto di arti marziali e coltiva una privatissima passione per i film con Audrey Hepburn. Ah: è un transessuale! Attorno a lui una giostra di personaggi ritratti a tinte vive: transessuali, alcuni dei quali sono vittime di un assassino che li bracca, e li uccide. Ma come all'ombra dei minareti e dentro alle moschee le cose non sono sempre quel che sembrano, anche i nostri protagonisti, a volte, decidono che ne hanno abbastanza, e sanno come difendersi.
P.S. L'autore raccomanda di ascoltare la sua intervista con il sottofondo di una bella canzone di Mina.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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