Frank Westerman, olandese, quarantacinque anni, scrive di luoghi, viaggi e avventure con una visione profonda, intrisa di pensiero e cultura. Ararat, pubblicato da Iperborea è un lungo percorso autobiografico.
Una spedizione (incompiuta, Westermann non raggiungerà la vetta) verso la mitica Montagna Madre, la montagna dove, secondo la leggenda, sarebbe giunta dopo il diluvio universale l’Arca di Noè. Mito e storiografia si intrecciano alle memorie infantili di Westermann, cresciuto in una famiglia profondamente religiosa e progressivamente distaccatosi dall’immaginario biblico, pur mantenendo il desiderio della ricerca del trascendente. Figlio di un funzionario della compagnia petroliera statale olandese ricorda un tragico blow out avvenuto in Olanda negli anni ’70. Una lezione che l’uomo non apprenderà mai? "Le catastrofi ci saranno sempre" – risponde Westerman – "catastrofi naturali o indotte dal comportamento umano". Reporter in Russia, ha scritto (e pubblicato in Italia con Feltrinelli) "Ingegneri di Anime", sull'opera di persuasione compiuta da Stalin sugli scrittori sovietici, che avrebbero dvuto contribuire con la propria opera a "forgiare l'uomo nuovo". Ararat si legge come una fiction ricca di riflessioni, piena delle eterne domande sulla natura umana. La figlia di pochi anni chiede all'autore "Papà, ma dalla pancia di chi è uscito il primo uomo?". Come rispondere? "Con il racconto, con il mito" dice Westerman. E di mito e racconto è ricco il suo bel libro, che lascia in chi legge tracce profonde del bisogno che ha l’uomo di cercare risposte a domande impossibili.
Intervista ed edizione Massimo Villa per RadioAlt.
Ringraziamo Silvio Bernardi e l’organizzazione di Verbania Festival letteratura.
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