Tracy Chevalier, dopo l'exploit del fortunatissimo La ragazza con l'orecchino di perla, ci regala un altro romanzo rigorosamente storico, Strane creature, che vede come protagoniste due donne nubili della provincia inglese all'inizio dell'ottocento.
Il libro Strane creature, edito da Neri Pozza, è un omaggio alla forte amicizia tra queste due donne: Elisabeth Philpot, trentenne colta e borghese, e Mary Anning, ragazzina del popolo, tredicenne con un dono straordinario. Entrambe, andando contro il perbenismo della società e la mentalità maschilista della comunità scientifica, rivendicano il loro diritto al sapere, allo studio, a coltivare la passione per i fossili di cui al titolo. Infatti entrambe sono due pioniere della paleontologia: soprattutto sarà Mary Anning, con il suo intuito ereditato dal padre, a fare alcune scoperte storiche e a rinvenire i resti dei primi ittiosauri e pterodattili sulle coste inglesi. A predominare nel romanzo, però, non sono fredde descrizioni paleontologiche, ma stati d'animo, emozioni, scoperte, lotte. Una preziosa solidarietà femminile è il cemento che lega le due protagoniste e - allo stesso tempo - il nerbo della narrazione della Chevalier. Ed è proprio lei, l'autrice, a raccontarci come ha scoperto Mary Anning e come è riuscita a intrecciare nella narrazione la precisione scientifica con gli aspetti romanzeschi à la Jane Austen.
Intervista di Anna Casanova. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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