...sono quelli che un giovane scrittore trova nei bidoni della spazzatura. O è letteratura?
Scarti (pubblicato da Bollati Boringhieri) è un'operazione letteraria ironica e sofisticata. Proprio come ironico e sofisticato (eppure genuino) è questo bravissimo scrittore colombiano: Hector Abad Faciolince. Lo incontriamo nella bella Piazza Alberti a Mantova, in occasione del Festivaletteratura cui è stato invitato a partecipare. Faciolince parla un italiano fiorito, ricco, splendido, retaggio questo degli anni passati nel nostro Paese a fare il traduttore (tra gli autori da lui tradotti c'è Bufalino) e il lettore (all'Università di Verona). Oggi è tornato a vivere a Medellin, dove suo padre fu medico impegnato in prima persona a portare aiuto là dove ce n'era più bisogno, e per questo fu ucciso. Quell'esperienza, diluita e ricostruita come parte del ricordo amorevole di un figlio, è al centro di un altro libro recente di Héctor Abad, L'oblio che saremo (edizioni Einaudi). Dunque la nostra conversazione non può prescindere dal concetto di "oblio", così insistentemente reiterato nella letteratura sudamericana, e dalla diversa valenza che oggi in Europa si può dare alla stessa parola. Infine, di questo scrittore ci piace segnalare un altro libriccino, di segno molto diverso, che è il Trattato di culinaria per donne tristi (apparso nel 1997 per i tipi Sellerio).
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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