Leonardo Luccone dirige ben due collane per le edizioni Nutrimenti: Gog e Greenwich. In quest'intervista passiamo in rassegna alcune delle uscite più recenti delle due collane, cercando di mettere a fuoco il filo conduttore tra le diverse idee di narrativa che vi sono rappresentate. Dallo straniante pseudo-western introspettivo di Ferito, di Percival Everett, all'epistolario a senso unico indirizzato da un serial killer ad un famoso scrittore (è Caro signor Capote, di Gordon Lish).
Nutrimenti è una casa editrice che vuol farsi conoscere grazie alla qualità dei libri che produce. Dalla veste grafica ai traduttori (ai quali viene riconosciuto - in totale controtendenza rispetto alla maggior parte degli editori - il merito che spetta loro), tutto è seguito con cura e inserito in un progetto editoriale di coerenza e spessore. Cominciamo a parlare di Caro signor Capote, di Gordon Lish, autentica eminenza grigia della narrativa minimal americana che - idea brillante - immagina la storia di un serial killer deciso a far raccontare la sua vicenda al migliore dei narratori. Ovvero a Truman Capote, al quale indirizza una missiva per convincerlo della bontà del suo progetto. Poi ci sono gli ultimi giorni di un grande poeta, Paul Verlaine, narrati dal suo ammiratore Henri-Albert Cornuty, che pur di conoscere il suo idolo letterario sarà disposto ad accompagnarlo e sostenerlo contro tutte le ingiurie di una società miope. Il romanzo è O, Verlaine!, di Jean Teulé, che è anche illustratore e fumettista (e infatti il libro è costellato di disegni dell'autore). Una giovanissima, bravissima esordiente: è Simona Dolce, che col suo Madonne nere affronta il tema più difficile - l'incesto - con una prosa affilata e di grande lirismo. Infine, per la collana Greenwich, uno scrittore americano del quale le cronache letterarie si sono accorte da tempo. E' Percival Everett, e il romanzo di cui ci parla Luccone si intitola Ferito, storia di un cowboy con la passione per la storia dell'arte e di una sparizione misteriosa, maturata nell'ambiente maschilista e omofobico del Wyoming. Non è un ritorno a Brokeback Mountain, però: il romanzo di Everett sta benissimo in piedi sulle sue gambe.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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