La vita fa rima con la morte. Dal deserto del Negev, le storie di Amos Oz. Quest'ultimo libro - pubblicato dalle edizioni Feltrinelli - punta diritto alle sorgenti dell'arcobaleno, per così dire: come nasce una storia? Cosa si cela dietro la necessità di scrivere? Gli scrittori, ascoltiamo dire Oz, sono dei mostri: nascono con la testa rivolta all'indietro.
Fare una passeggiata tutte le mattine nel deserto aiuta a riportare l'uomo, e tutto quel che è transitorio, alle giuste dimensioni. Il deserto è - sostiene Oz -un "umiliatore". Tutto finisce, sembrano dire le pietre e la sabbia. Uno scrittore prende parte ad una serata letteraria, e - ascoltando le storie e le domande del pubblico che ha di fronte - mette in moto il potente meccanismo della creazione narrativa. Si inventa le storie. Un romanzo, quindi, sulla scrittura: ma non un semplice metaromanzo, perché Oz, da appassionato narratore, non dimentica mai che una buona storia non può che affondare le sue radici nell'amore per i personaggi e il loro carattere. Uniamo questo fondamentale dato alla "ossessione per la precisione", dell'esattezza nella scelta delle parole per raccontare fatti e persone (che lo stesso Oz non teme di annoverare fra le sue peculiarità), ed ecco l'opera di Oz disvelarsi poco a poco ai nostri occhi.
Intervista di Anna Casanova. Produzione Sergio Meloni per RadioAlt. Traduzione dall'inglese Fulvia Tassini.
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