Un altro ritratto dell'autore di "Lo stato delle cose"
Vent'anni dopo, salutiamo Frank Bascombe. Dopo Sportswriter e Il giorno dell'indipendenza, si torna nella provincia americana per tastare il polso ad un sogno malconcio, leggendone Lo stato delle cose nei rapporti fra uomini e donne, nei fallimenti del corpo e in quelli sul lavoro. "Le cose buone non arrivano perché le si è meritate. Tutte le cose, buone e cattive, arrivano se solo si vive abbastanza a lungo per permettere loro di arrivare". Per giungere infine ad accettare la propria vita, completamente, senza riserve, e viverla fino in fondo.
Feltrinelli pubblica l'ultimo romanzo del grande scrittore americano, che porta a compimento la saga di Frank Bascombe, agente immobiliare di Sea-Clift, cittadina costiera del New Jersey che ci appare come un condensato delle virtù e dei vizi della middle class americana. Mr. Ford, che gentilmente accetta di incontrarci in margine alla sua partecipazione alla Milanesiana, è uno scrittore che prende molto sul serio il ruolo del narratore nella società in cui opera, e con la stessa serietà si pone nei confronti di chi decida di fargli delle domande. Ecco perché quella che era partita come una conversazione informale, di reciproca conoscenza, è diventata senza soluzione di continuità una sentita riflessione di Ford sull'avvicinamento e la prossimità tra le persone. Quello stesso tema che nei suoi romanzi è centrale, e declinato spesso attraverso una sensibilità da rabdomante nel dire dei rapporti che legano gli uomini e le donne. Si passa poi a parlare de Lo stato delle cose, naturalmente; di quel che significhi per uno scrittore "passare ad altro", dopo vent'anni di dimestichezza e familiarità con un personaggio di fiction, e il discorso finisce anche per coinvolgere - inevitabilmente - la situazione politica del paese in cui Ford vive. Non è un mistero la sua posizione fortemente critica nei confronti delle recenti amministrazioni statunitensi, ma Ford è anche osservatore troppo partecipe delle cose del mondo per esprimere un ottimismo acritico sulla possibilità di un reale, forte cambiamento. Tutta l'opera dello scrittore è sottesa da un sapiente confronto tra il contesto storico - "pubblico", potremmo dire - in cui si muovono i suoi characters, e la loro dimensione umana, privatissima, fatta di fallimenti e riflessioni che puntano dritte ad un racconto di sé senza infingimenti, senza orpelli, profondamente antiretorico, e tutto nel solco di quella tradizione di novelist americani che trova in Raymond Carver un altro maestro e precursore. Per finire questa intervista - che potete anche scaricare - cerchiamo commenti più light su una delle passioni di Mr. Ford: il calcio. E un vaticinio azzeccato. La Spagna campione d'Europa.
Intervista di Matteo Baldi e Giulia Mozzato. Produzione Sergio Meloni per RadioAlt. Si ringrazia Lucia Piani per l'intervista.
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