Nessun uomo è un'isola, si dice per ricordare come nessuno basti in fondo a se stesso. Ci sono isole però che - più delle altre - a una persona sanno somigliare. Per la lingua che esprimono, innanzitutto, e l'irriducibilità di questa lingua agli accenti del continente. Per la natura: bellissima, scabra, ancestrale, unica, come i lineamenti e l'espressione di un volto. Un'isola è viva, e ci pare di conoscerla per tale, anche per il carattere delle sue genti. Parliamo di Sardegna con Milena Agus, Salvatore Niffoi, Flavio Soriga.
Tre voci sarde, eterogenee, diversissime fra loro, eppure sottese da un legame orgogliosamente rivendicato con la propria terra. Ad accomunare questi autori, però, c'è anche il fatto che i loro libri siano diventati (ciascuno a suo modo) dei veri e propri casi editoriali. Si potrebbe cominciare con Milena Agus, scrittrice cagliaritana (ma genovese di nascita) che la Francia ha scoperto prima di noi grazie al suo Mal di pietre (in Italia pubblicato da Nottetempo edizioni). Molto si è detto, di questa storia cucita attorno ad un personaggio femminile la cui passionalità mette in soggezione i pretendenti, una nonna narrante che trova nei calcoli renali che l'affliggono (il "mal di pietre" del titolo) un tema condiviso con l'uomo che - apparentemente fuori tempo massimo - amerà. In quest'intervista raccolta da Anna Casanova, la Agus ci racconta del suo più recente Ali di babbo, che ha la sua riuscita migliore proprio nell'orchestrare un coro di caratteri e personaggi e accompagnarli - nel corso del racconto - verso il cambiamento, con leggerezza. Su tutto, ben più che semplice cornice alle vicende raccontate, l'Isola. Che la Agus ci presenta da subito, in apertura di romanzo come cespite inesauribile di meraviglie e narrazioni. Sentite qua: "La nostra posizione è 39° e 9' a nord dell'equatore e 9° e 34' a est del meridiano di Greenwich. Qui il cielo è trasparente, il mare color zaffiro e lapislazzuli, la vegetazione profumata, le scogliere granitiche argento e oro. Nelle piccole zone coltivate, rubate alla macchia, sulla collina, fra i muretti a secco, brillano in primavera i fiori bianchi dei mandorli, in estate i pomodori rossi e in inverno i limoni. Ma tutta questa bellezza spesso ci annoia e sentiamo il desiderio del mondo normale...". E' lì, da quella frattura dal resto del mondo che l'Isola trae il suo dolore e la sua luce. E questa leva di narratori sardi forse piace ai lettori perché si dimostra capace di raccontare aspetti belli e aspetti meno belli della propria terra senza indulgere in facili, scipiti folclori. Ascoltiamo la voce ricca di spirito, precipitosa, emozionata di Salvatore Niffoi, la cui opera narrativa da qualche anno Adelphi sta pubblicando. E' - quella di Niffoi - una prosa di segno più nervoso, mercuriale, rispetto alla voce distesa di Milena Agus, e forse proprio per questo è bello accostare le letture dell'uno e dell'altra. Collodoro è una storia che oscilla fra affabulazione magica e racconto storico, anche se lo scrittore barbaricino tiene a rimarcare come nella sua letteratura ci sia "[...]molto realismo e poca magia[...]". E' una storia - quella di Antonio, il protagonista - sulla quale il romanziere (...e ceramista) di Orani si è buttato "come un affettuoso rapace", come tiene a ricordare ai nostri microfoni. Infine arriviamo al più giovane scrittore del lotto scelto in rappresentanza di questa new wave letteraria che trova i suoi cardinali fra la Barbagia, l'Ogliastra e Cagliari. Un'intervista a Flavio Soriga, approdato di fresco all'editoria cosiddetta maggiore con la pubblicazione del suo Sardinia Blues da parte di Bompiani. Una storia che parte dalle affinità che legano tre amici il cui retaggio è una Sardegna che "[...]non è la Costa Smeralda delle feste in piscina e dei milionari russi e non è la Barbagia delle faide e dei sequestri[...]" e di lì getta un ponte verso il continente, in un'apertura di grande efficacia che consente uno sguardo più proprio sull'Isola, ma anche sul continente. Invitiamo i nostri ascoltatori che volessero saperne di più a leggere i materiali dedicati da Wuz a Salvatore Niffoi e quelli sulla Agus.
Produzione Sergio Meloni e Massimo Villa per RadioAlt. Per la foto di Flavio Soriga si ringrazia Milena Ionta. Per le foto di Milena Agus si ringrazia Daniela Zedda. Per la foto di Salvatore Niffoi si ringrazia Marella Giovannelli.
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