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Kate Hickman. Pindar e il diamante. Intervista
Dov'è nascosto Il diamante dell'harem? Una storia di intrighi, amori e misteri fra le calli della Venezia di inizio seicento. Un romanzo Garzanti.
Il secondo romanzo di Kate Hickman a venire pubblicato in Italia trova la sua cornice in un contesto storico vicino a quello che faceva da ambientazione al precedente Il giardino delle favorite. Paul Pindar, mercante della compagnia del Levante, è in cerca del suo amore perduto. Celia, sua promessa sposa "dalla pelle di luna", è stata rapita dai turchi. Ma Pindar, forte dell'indispensabile ausilio fornitogli dal suo servo, non dispera di ritrovarla: prima, però, dovrà trovare un diamante blu attorno al quale circolano storie incredibili...
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Mehmet Murat Somer. Un trans indaga a Istanbul. Intervista
Gli assassini del profeta è un libro molto divertente. E anche spaventoso, a dirla tutta. Nel romanzo pubblicato da Bompiani, il thriller assume le vesti di un divertissement colto e ricco di riferimenti alla musica, al cinema, alla vita segreta e movimentata di una delle grandi città del mondo, ponte lanciato fra culture e mondi perennemente in cerca di una conciliazione.
Gli assassini del profeta ci porta lungo le rive del Bosforo e in giro tra i quartieri più vivaci (e pericolosi) di Istanbul. In compagnia di un detective sui generis, però: il protagonista di questo romanzo, infatti, non ha un nome, e può contare diverse frecce al suo arco. Programma computer, è un esperto di arti marziali e coltiva una privatissima passione per i film con Audrey Hepburn. Ah: è un transessuale! Attorno a lui una giostra di personaggi ritratti a tinte vive: transessuali, alcuni dei quali sono vittime di un assassino che li bracca, e li uccide. Ma come all'ombra dei minareti e dentro alle moschee le cose non sono sempre quel che sembrano, anche i nostri protagonisti, a volte, decidono che ne hanno abbastanza, e sanno come difendersi.
P.S. L'autore raccomanda di ascoltare la sua intervista con il sottofondo di una bella canzone di Mina.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Francesca Gallo. Una ecofiaba per le vacanze. Intervista.
Kahuna significa "sciamano": e quella raccontata da Francesca Gallo è la storia di una persona speciale. La piccola kahuna chiamata Stella ci porta fra avventure mirabolanti e scoperte inattese.
Kahuna , ovvero "Alla scoperta della terra cava e delle tavolette rongo rongo" (libro pubblicato da Edizioni Angolo Manzoni) è una fiaba che può senz'altro piacere agli adulti. Francesca Gallo racconta ai nostri microfoni la storia di una bambina davvero speciale, ci dice qualcosa sull'importanza di capire e difendere l'ambiente in cui viviamo, ci lascia con la curiosità per l'arte di raccontare storie che possano incuriosire e affascinare tanto i bambini quanto gli adulti. Il libro - che è stampato in caratteri di grande leggibilità per agevolare l'esperienza di lettura ai dislessici - è corredato da un CD contenente la lettura integrante dell'opera. Una parte dei ricavati delle vendite di Kahuna verrà devoluta all'associazione Make-A-Wish, onlus che si propone di aiutare i bambini affetti da malattie gravi.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Simonetta Agnello Hornby. Alice al buio. Intervista
Camera oscura: un angolo cieco nella morale vittoriana. Lewis Carroll fotografo ci ha lasciati un inquietante interrogativo.
Un libro che indaga sui non detti della seconda (o forse terza) carriera di Lewis Carroll, che fu insigne matematico, scrittore di chiara fama e fotografo. Ma il soggetto delle sue sedute erano bambine, preadolescenti ritratte svestite. Nell'Inghilterra della seconda metà dell'ottocento la morale dominante lasciava ben poco spazio ad un estetica come quella espressa nelle fotografie di questo singolarissimo personaggio: come fu dunque possibile per Carroll assemblare un simile, inquietante corpus con la complicità dei genitori delle bambine? Il libro di Simonetta Agnello Hornby pubblicato da Skira indaga e ricostruisce, fino a quell'ultimo caso in cui venne bruscamente messa fine alle riprese.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Janette Turner Hospital. Orfeo perduto. Intervista.
Janette Turner Hospital scrive una romanzo bello e denso su temi che non sono una novità: pericolo terrorista, estremismo islamico e salvataggio finale ad opera dell’eroe di turno. E' Orfeo perduto, pubblicato da Marcos y Marcos.
Ma non immaginate nulla di simile ad una avventura cinematografica con il bel Clooney nei panni dell’eroe. In Orfeo perduto si raccontano le storie parallele dei protagonisti. Mishka, geniale musicista di origini mediorientali. Leela, giovane universitaria di matematica approdata a Boston dal profondo Sud degli Stati Uniti. Cobb, suo concittadino, ex militare e figlio di militare. L’amore sboccia forte, improvviso e profondo fra Mishka e Leela, benedetto dalla musica trascendente del violino e del’ouan del ragazzo. E' bello il retroterra che l'autrice ha dato ad ognuno di loro: Leela, figlia di un fondamentalista cristiano ossessionato dai numeri e dalla superstizione, è una ragazza libera negli affetti e capace di manifestarli concretamente. Il padre di Cobb, reduce dalla guerra in Vietnam, è amareggiato e insofferente delle regole della vita civile. La famiglia di Mishka, lontana nel tempo e nello spazio, è pervasa dalla più profonda mistica musicale. Il cattivo di turno è un orrendo, cieco, violento e insopportabile estremista che tristemente si farà saltare in aria nella metropolitana di Boston. Jihadista senza anima, si chiama Jamil Hadad e aggiunge - se ce ne fosse bisogno - un altro tassello al disprezzo che ogni persona civile porta per chi non ha neanche un’ombra di rispetto per la vita e si alimenta solo della sua folle idea di superiorità culturale, religiosa e umana. C’è un lieto fine complesso, i personaggi svelano ogni sfaccettatura di personalità complesse e credibili e "Orfeo perduto" funziona molto bene sia come pura fiction che come pamphlet di forte ispirazione democratica (così come era nelle intenzioni della sua autrice). Janette Turner Hospital è australiana e questa è la sua prima pubblicazione in Italia, traguardo raggiunto grazie a quell'attenta agenzia di talenti vicini e lontani che è Marcos y Marcos. Quella che vi proponiamo è un'intervista breve, per impegni pubblici durante il Festival di Verbania che ringraziamo ancora per la collaborazione.
Intervista ed edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Frank Westerman. L'arca perduta. Intervista.
Frank Westerman, olandese, quarantacinque anni, scrive di luoghi, viaggi e avventure con una visione profonda, intrisa di pensiero e cultura. Ararat, pubblicato da Iperborea è un lungo percorso autobiografico.
Una spedizione (incompiuta, Westermann non raggiungerà la vetta) verso la mitica Montagna Madre, la montagna dove, secondo la leggenda, sarebbe giunta dopo il diluvio universale l’Arca di Noè. Mito e storiografia si intrecciano alle memorie infantili di Westermann, cresciuto in una famiglia profondamente religiosa e progressivamente distaccatosi dall’immaginario biblico, pur mantenendo il desiderio della ricerca del trascendente. Figlio di un funzionario della compagnia petroliera statale olandese ricorda un tragico blow out avvenuto in Olanda negli anni ’70. Una lezione che l’uomo non apprenderà mai? "Le catastrofi ci saranno sempre" – risponde Westerman – "catastrofi naturali o indotte dal comportamento umano". Reporter in Russia, ha scritto (e pubblicato in Italia con Feltrinelli) "Ingegneri di Anime", sull'opera di persuasione compiuta da Stalin sugli scrittori sovietici, che avrebbero dvuto contribuire con la propria opera a "forgiare l'uomo nuovo". Ararat si legge come una fiction ricca di riflessioni, piena delle eterne domande sulla natura umana. La figlia di pochi anni chiede all'autore "Papà, ma dalla pancia di chi è uscito il primo uomo?". Come rispondere? "Con il racconto, con il mito" dice Westerman. E di mito e racconto è ricco il suo bel libro, che lascia in chi legge tracce profonde del bisogno che ha l’uomo di cercare risposte a domande impossibili.
Intervista ed edizione Massimo Villa per RadioAlt.
Ringraziamo Silvio Bernardi e l’organizzazione di Verbania Festival letteratura.
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Eshkol Nevo. L'amicizia a Tel Aviv. Intervista
La simmetria dei desideri è il secondo romanzo pubblicato in Italia (da Neri Pozza) di questo autore israeliano.
La simmetria dei desideri è un romanzo che racconta di quattro amici. Lo raccontiamo con le parole con cui il libro viene presentato su IBS: "Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie. Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: "Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia". Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto".
Intervista di Anna Casanova. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Marco Balzano. Verso sud. Intervista
Tre uomini cercano una lingua comune. Un viaggio verso la vecchia casa di famiglia per evocare e far precipitare le aspettative e le amarezze di un padre, di suo figlio, e del figlio del figlio.
Un romanzo che trova la sua misura nella geometria mutevole dei rapporti fra tre generazioni di immigrati: la prima, quella incarnata da nonno Leonardo, che ha vissuto lo sradicamento dalla propria terra come un male necessario al raggiungimento del benessere di cui soprattutto i figli avrebbero beneficiato. La seconda generazione, quella del figlio di Leonardo che, diventato padre troppo in fretta, ha smarrito la lingua delle sue origini e non ha potuto far propria quella del posto in cui ha lavorato ed è vissuto, non trovando infine riconciliazione tra radici e presente e restando sospeso in un limbo doloroso. Infine la terza leva, quella rappresentata dal narratore, nato e cresciuto al nord, naturalmente destinato ad un precariato senza fine e la cui unica eredità è forse proprio la voce con cui racconta questa storia, che è di uno, ed è di molti.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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Gianrico Carofiglio. Le perfezioni provvisorie. Intervista.
L'avvocato Guerrieri è alle prese con una storia complessa: una ragazza sparisce senza lasciare tracce. Incaricato da un collega civilista di fare indagini per conto della famiglia, Guerrieri accetta l'incarico con molte riserve.
Sarà un piccolo particolare a portare l'avvocato barese alla soluzione dell'enigma. Popolato di personaggi allo stesso tempo semplici e precisi, Le perfezioni provvisorie, pubblicato da Sellerio e già ampiamente premiato dai lettori, continua la narrazione lieve e profonda di Carofiglio. La storia si snoda fra Bari e Roma, giri in bicicletta in una Bari notturna silenziosa e affascinante, incontri sorprendenti, riflessioni sul passato, su memorie d'infanzia dolci che ricorrono nelle storie di Carofiglio. Una scrittura apparentemente poco impegnativa, che costruisce con l'accumularsi delle pagine una profondità e un'umanità dense di una visione della vita felice e distaccata. In questa intervista, realizzata al telefono, si parla naturalmente del romanzo, ma anche della esperienza di parlamentare (Carofiglio è senatore della Repubblica) dell'evoluzione positiva della sua Puglia con il governatore Vendola e con la positiva azione svolta da magistrataura e forze dell'ordine nella lotta alla criminilaità organizzata e alla corruzione. Se così posso dire, c'è un "fatalismo positivo" (contraddizione in termini?) nella visione del mondo di Carofiglio che ci piace molto. Un bel romanzo e una persona che ci da' fiducia per il nostro futuro collettivo.
Intervista di Massimo Villa per RadioAlt.
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Mimmo Franzinelli. Rock omissis. Intervista
I dossier FBI e CIA sui musicisti più influenti degli anni sessanta finalmente disponibili per la consultazione. Qual è il potere sovversivo del rock?
Un libro ricchissimo di informazioni e aneddoti, per fare luce sulla persecuzione di cui furono vittime musicisti rock all'apice della loro fama. L'America maccartista sentiva in quegli accordi e in quei ritmi una minaccia alla propria way of life, e davvero bastava pochissimo per vedersi accusati di attività antiamericane. Dal grande Pete Seeger, che raccolse l'eredità di Woody Guthrie portandone forme e contenuti all'attenzione del grande pubblico, alla vulgata espressa dal festival di Newport che segnò la svolta elettrica di Bob Dylan, fino alle esibizioni scandalose e sciamaniche dei Doors e di Jim Morrison. E poi John Lennon, Frank Zappa (protagonista di una vicenda surreale come una delle sue canzoni) e Jimi Hendrix. Tutto questo ben di Dio per gli appassionati di rock è oggi disponibile (oltre per merito dell'opera di divulgazione attuata da Franzinelli) grazie al Freedom of information Act, che ha reso accessibili gli archivi della polizia, del FBI e della CIA. Non sarebbe il caso di scriverci sopra una bella canzone?
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Massimo Villa per RadioAlt.
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