In realtà non si tratta di “fame”, bensì di uno stato emozionale. E spesso per poter dimagrire dobbiamo fare i conti con questa “bestia nera”.

Ci troviamo in uno stato emozionale indesiderato, ad esempio di noia, tristezza solitudine. Per alcuni può trattarsi di rabbia, stanchezza o frustrazione. Per altri ancora incomprensione o bisogno di protezione, di amore.

In ogni caso la fame nervosa interviene nel momento in cui decidiamo di utilizzare il cibo come strumento per modificare il nostro stato d’animo.

La prima grande differenza tra la fame fisica e quella emozionale sta nella sua genesi: la prima si sviluppa in un crescendo graduale, può essere controllata, richiede cibi nutrienti e quando viene soddisfatta sparisce lasciando un senso di appagamento.

Al contrario la fame emozionale compare improvvisamente e con grande intensità, generalmente a seguito di un qualche tipo di stress, è molto difficile controllarla o ignorarla, spinge a cercare cibi “spazzatura” e soprattutto, dopo averli mangiati, ci si sente come prima o peggio…

Detto così sembrerebbe quantomeno facile da individuare. Eppure questa è la principale bestia nera della maggior parte delle persone che lottano con il proprio soprappeso.

L’O.M.S. l’ha identificata come prima causa di obesità nel mondo.

Come fare a contrastarla?

La prima cosa è allenarsi a riconoscerla. Nei primi tempi questo sarà sufficiente. Quando stai per aprire il frigo e avventarti su qualcosa abituati a chiederti perché? Cos ti muove veramente? È fame fisica o emozionale? Se poi, in tutta onestà ti rispondi che si tratta di fame emozionale ma questo non ti impedisce di proseguire nel tuo comportamento, va bene lo stesso. Intanto ti sei abituata a riconoscerla “prima”. Poi comincerai a notare che in alcuni casi questa consapevolizzazione è di per se sufficiente a farti deviare dal frigo, o a dirigere la tua mano su un frutto anziché sul barattolo della nutella. Bene. E’ un grosso passo avanti.

Ora chiediti: “in quei momenti cosa voglio veramente? Sono affamato o voglio cambiare il mio stato emozionale?” E se la risposta è quest’ultima, è giunto il momento di crearti delle alternative.

Quali altre strategie potresti utilizzare per cambiare il tuo stato d’animo?

Muoverti un po’ e fare una breve passeggiata? Telefonare a un’amica e concederti 10 minuti di chiacchiera libera? Bere un bicchiere di acqua (alle volte lo stimolo della disidratazione viene confuso con la fame)? Ascoltare la tua musica preferita? Andare a fare shopping? Ecc.

Queste sono solo alcune idee. Non esiste Una Soluzione, ma tante alternative.

Quando avrai insegnato al tuo inconscio a riconoscere cosa ti sta succedendo e a poter attingere tra numerevoli strategie per modificare il tuo stato, sarai veramente arrivata a un punto in cui si nota la differenza.

Non credo che compensare un momento di difficoltà emozionale con del cibo sia di per se sbagliato o da eliminare totalmente. Ci sono situazioni in cui mangiare una (piccola) quantità di cibo ci può essere molto utile.

Del resto la prima forma di amore nei nostri confronti che abbiamo conosciuto appena nati era la mamma che ci porgeva il seno. E quindi è naturale che n momenti di difficoltà e stress si ricorra ancora a quella strategia.

E solo importante che sviluppi consapevolezza e la possibilità di utilizzare alternative.

Andando avanti potrai poi arrivare a sviluppare la capacità di gestire “internamente” i tuoi stati d’animo, applicando tecniche mentali molto efficaci e che hanno un forte impatto sul dimagrimento.

Sono le tecniche che insegno nel mio corso per dimagrire con il potere della mente.

Ma per il momento puoi cominciare ad allenarti a ciò che ti ho rilevato in questo articolo.

A presto.